venerdì 17 maggio 2013

La pubblicità secondo Harry Frankfurt

L'idea di stronzate lavorate con cura implica, dunque, una certa tensione interna. Una meditata attenzione ai particolari richiede disciplina e obiettività. Comporta l'accettazione di standard e vincoli che impediscono di indulgere all'impulso e al capriccio. E' questa necessità di mettere in secondo piano le pretese egoistiche che, associata alle stronzate, ci appare fuori luogo. Ma in realtà non è affatto impensabile.
I campi della pubblicità e delle pubbliche relazioni e quello, oggi strettamente correlato, della politica sono pieni di stronzate così assolute da essere diventati ormai indiscussi paradigmi del concetto. E questi settori sono affollati di raffinatissimi professionisti che -con l'aiuto delle tecniche più evolute e sofisticate, delle ricerche di mercato, dei sondaggi d'opinione, dei test psicologici e così via -mettono ogni cura nella scelta delle parole e delle immagini giuste.

Stronzate, un saggio filosofico, Harry G. Frankfurt, Rizzoli

Fonte immagine.

sabato 4 maggio 2013

La pubblicità secondo Marcello Serpa

Un'interessante chiacchierata con Marcello Serpa (Almap BBDO Sao Paulo), che tocca i fondamenti del nostro lavoro.




mercoledì 20 marzo 2013

La pubblicità secondo John Hegarty

(Anche con un inglese claudicante come il mio, la pecora nera della pubblicità è facile da seguire.)




lunedì 18 marzo 2013

Segno o son desto? Inquinamento cognitivo e pubblicità: un incontro

Un interessante incontro organizzato dall'ADCI: prendete nota.
Ricopio il post originale scritto dal presidente ADCI Massimo Guastini.

Il 25 marzo, alle ore 18.30, in occasione della pubblicazione del volume “L’austerità creativa nella comunicazione di oggi”, l’editore Skira e l’Art Directors Club Italiano propongono un incontro dal titolo “austerità creativa contro inquinamento cognitivo”. (Palazzina Liberty, largo marinai d’Italia, Milano)

Interverranno Paolo Ferrara (Terre des Hommes) Nicola Piepoli (Istituto Piepoli) e Lorella Zanardo (autrice e blogger).
Per il Club parteciperanno Pasquale Barbella, Annamaria Testa e Till Neuburg.


Attivisti, psicologi sociali e opinionisti (anche osservatori internazionali) lanciano da tempo un allarme purtroppo inascoltato: la televisione italiana è la principale fonte di inquinamento cognitivo. E la pubblicità è parte del problema.

Ovviamente non tutta la pubblicità, ma sicuramente una buona parte.

la pubblicità è da buttare? inquinamento cognitivo marco fossati webwriter monza
Copy: Anna Montefusco Daniele Cima  Art: Piero Abbruzzo  7° Annual 1992

Da 28 anni l’Art Directors Club Italiano dedica tempo ed energie alla composizione delle giurie più autorevoli, per selezionare le migliori campagne pubblicitarie dell’anno. Lo facciamo con uno scopo: dimostrare che un’altra pubblicità è possibile, nonché doverosa.

Ma non è sufficiente. Sono i fatti a dircelo. È necessario che l’Art Directors Club Italiano si impegni ancora di più in quella che, non esagero, va ormai intesa come una battaglia culturale di liberazione.

Lorella Zanardo e Paolo Ferrara ci porteranno dati ed esperienze derivanti dal loro più recente e approfondito contatto con il “pianeta scuola”.

A Piepoli abbiamo rivolto una domanda: gli italiani sono consapevoli del problema? Si rendono conto di quale perniciosa forma di inquinamento cognitivo sia spesso la pubblicità? Aspettiamo di vedere i risultati, ma non sono ottimista.


Come scrive Lorella Zanardo: “proprio dai politici e dagli intellettuali, che dei cittadini dovrebbero essere i rappresentanti e la voce, è spesso mancato il supporto e, ancor peggio, l’interesse. Il motivo più chiaro ci è parsa una diffusa ignoranza sul potere delle immagini, su come funzionano i mezzi di comunicazione, sugli effetti a lungo termine che producono”. (Lorella Zanardo, senza chiedere il permesso – Feltrinelli Editore).

Potete richiedere l’invito scrivendo a: massimo.guastini[at]adci.it

giovedì 7 febbraio 2013

In pratica -Come creare in pochi minuti tanti visual partendo da un titolo così così

Mettiamo il caso di avere tra le mani un titolo senza spina dorsale come questo:

Assicurazione dentale. (Il titolo può essere anche meglio, ovvio).

1. Scriviamo il brutto anatroccolo sul foglio

Assicurazione dentale.

2. Suddividiamo il titolo in parole singole e combinazioni di parole

(In caso conoscessimo anche il contenuto dell'annuncio/articolo potremmo aumentare la quantità di parole di questa fase).

Dentale  -  Assicurazione dentale  -  Assicurazione

3. Creiamo associazioni e liste di parole

Dentale
Trapano, dente/i, ponte, dentista, carie, infermiera/assistente, dolore, radiografia, ahia!, spazzolino, dentifricio, sorriso, filo interdentale, canale, stuzzicadente, protesi/dentiera

Assicurazione dentale
  • un paziente con in mano una polizza
  • un assicuratore con polizza in mano davanti al paziente seduto nello studio dentistico
  • il paziente che mostra la polizza al dentista che lo sta operando
  • il conto salato del dentista vicino alla polizza dentale

Assicurazione
Polizza, assicuratore, soldi di carta, monete, assegno, carta di credito, slot machine, fatture, simbolo dollaro, Washington, Lincoln

4. Leggiamo le liste e combiniamo le parole/frasi a casaccio

In mezzo a tante combinazioni improbabili, ci sarà senz'altro qualcosa che merita d'essere annotato, sia per le interessanti possibilità grafiche/visive sia per un eventuale miglioramento/adeguamento del copy.

5. Facciamo degli scarabocchi (mentali)

Lasciamoci andare mentalmente e buttiamo giù qualche piccolo rough, qualche schizzo... qualche catena di parole...

6. Spingiamo l'idea più avanti

Abbiamo trovato qualcosa che ci soddisfa, bene. Proviamo a darle un trattamento grafico particolare, una cifra stilistica e un approccio diversi... drammatizziamola, spolveriamola di humor, usiamo la metafora, ecc. ecc.

Ecco il risultato finale pubblicato, seguendo la catena:  dollaro, Washington, denti, sorriso + humor.



Creative visual thinking per copywriters



Questa tecnica, fedelmente riportata, l'ho scoperta leggendo Creative Visual Thinking How to think up ideas fast, scritto da Morton Garchik, (Art Direction Book Company, 1982).

Un libro di tecniche creative che facilitano la generazione di idee visive (e non solo).

Suggerimenti che aiutano a non rimanere impantanati delle ore per cercare chissà cosa, in attesa della divina ispirazione.


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